Chi arriva a Taormina per la prima volta tende a puntare dritto al Teatro Antico, e ha ragione: la cavea affacciata sull'Etna e sul mare è uno dei panorami più celebri del Mediterraneo. Ma fermarsi lì significa vedere soltanto una parte della città. Taormina è un borgo arroccato sul Monte Tauro, costruito su terrazze che scendono verso la costa, e il suo fascino sta proprio nella sequenza di piazze, chiese, palazzi medievali, giardini e scorci che si incontrano camminando senza fretta.
Conviene dedicare almeno una giornata intera al centro storico e un'altra alla costa e ai dintorni, perché alcune delle esperienze più belle si trovano fuori dalle mura: una piccola isola diventata riserva naturale, un paese ancora più in alto da cui lo sguardo abbraccia tutta la baia, un canyon di pietra lavica scavato da un fiume.
Corso Umberto, le porte e Piazza IX Aprile
Il cuore della città è Corso Umberto, la lunga via pedonale che attraversa Taormina da un capo all'altro. Comincia da Porta Messina, a nord, e termina a Porta Catania, a sud: due accessi storici che segnano ancora oggi i confini del centro antico. Percorrerlo per intero, tra botteghe, vicoli a scalinate e facciate in pietra, è il modo migliore per prendere confidenza con il borgo.
A metà strada il corso si apre in Piazza IX Aprile, il grande belvedere della città. La piazza, pavimentata a scacchiera, si affaccia sul golfo e sull'Etna e in qualsiasi ora del giorno è il punto in cui residenti e visitatori si fermano a guardare il panorama. Sul lato verso monte si trovano la chiesa di San Giuseppe, con la sua scalinata, e l'ex chiesa di Sant'Agostino. Qui si alza anche la Torre dell'Orologio, detta Porta di Mezzo, che separa idealmente la parte più antica dell'abitato da quella sviluppatasi in epoca medievale. Passando sotto il suo arco si prosegue verso sud lungo il corso.
Duomo, Palazzo Corvaja e le tracce della città antica
Proseguendo verso Porta Catania si arriva in Piazza Duomo, dove sorge la cattedrale dedicata a San Nicolò. La facciata è sobria, quasi severa, con un coronamento merlato che le dà l'aspetto di una chiesa fortificata, e l'interno a tre navate conserva altari e opere di pregio. Davanti all'ingresso c'è la fontana barocca che è diventata uno dei simboli di Taormina: al centro spicca una figura di centauro femminile, emblema della città, raffigurata con corpo equino e busto di donna. È una delle immagini più fotografate del borgo e merita una sosta.
Tornando verso Porta Messina, accanto alla piccola chiesa di Santa Caterina, si trova Palazzo Corvaja, uno degli edifici medievali meglio conservati della città. Le sue forme mescolano elementi arabi, normanni e gotici, con merlature, finestre bifore e un cortile interno da cui sale una scala in pietra. Nel palazzo si riunì all'inizio del Quattrocento il Parlamento siciliano, e il salone che ospitò quelle sedute porta ancora il ricordo di quell'evento.
Scendendo per una traversa del corso si raggiungono le Naumachie, un lungo muro di epoca romana in mattoni, scandito da nicchie, che sosteneva una grande cisterna. Il nome fa pensare a battaglie navali simulate, ma si tratta in realtà di una struttura legata alla raccolta dell'acqua e probabilmente a un ninfeo monumentale. Poco distante, la Badia Vecchia è un edificio trecentesco dall'aspetto di torre fortificata, con eleganti finestre decorate da intarsi in pietra lavica e pietra chiara, oggi utilizzato come spazio espositivo.
La Villa Comunale e i giardini di Florence Trevelyan
Per una pausa dal via vai del corso, la Villa Comunale è il posto ideale. Il parco nasce dai giardini privati di Florence Trevelyan, nobildonna inglese che si stabilì a Taormina alla fine dell'Ottocento e lasciò un segno profondo nella vita della città. Appassionata di botanica e di uccelli, fece realizzare viali, aiuole e piante esotiche, oltre a curiose costruzioni in mattoni e pietra chiamate scherzosamente "beehives", gli alveari, che servivano come punti di osservazione e luoghi di riposo.
Oggi il giardino è pubblico e si percorre lungo sentieri ombreggiati che si aprono su terrazze panoramiche verso il mare.
Isola Bella, Mazzarò e la costa
Dal centro si può scendere al mare con la funivia che collega Taormina a Mazzarò: in pochi minuti si passa dalle viuzze del borgo alla spiaggia, con una vista dall'alto della costa che da sola vale il viaggio.
Da Mazzarò si raggiunge facilmente Isola Bella, probabilmente l'immagine più famosa di Taormina dopo il Teatro. È un piccolo isolotto unito alla terraferma da una sottile lingua di ciottoli che a seconda delle maree e del mare può restare scoperta o venire sommersa. L'acqua che la circonda è limpidissima, con sfumature che vanno dal verde al blu intenso, e il fondale di ciottoli la rende particolarmente trasparente.
L'isola ha una storia legata ancora una volta a Florence Trevelyan, che la acquistò e vi fece costruire una casa e un giardino con piante rare. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1990 fu acquistata dalla Regione Siciliana ed è diventata riserva naturale. Le visite all'isola sono regolamentate per tutelarne l'ambiente, mentre la spiaggia di fronte resta uno dei punti più frequentati della costa per un bagno.
Castelmola e le Gole dell'Alcantara
Sopra Taormina, sulla cima di un rilievo che domina la valle, si trova Castelmola, un piccolo borgo che si raggiunge in auto, con i mezzi pubblici o, per i più allenati, a piedi lungo un sentiero che sale dalla città. Dalle sue terrazze il panorama si allarga su Taormina, sulla baia di Naxos e sull'Etna. In cima al paese restano i ruderi del castello, mentre lungo la salita che parte da Taormina si incontra il santuario della Madonna della Rocca, una piccola chiesa costruita in parte dentro la roccia, con un belvedere che regala una delle viste più ampie della zona. Più in alto ancora, sul Monte Tauro, si trovano i resti del castello che dominava la città, raggiungibili con lo stesso percorso.
Per chi dispone di mezza giornata in più, l'escursione naturalistica più vicina e più spettacolare è quella alle Gole dell'Alcantara, a breve distanza in auto. Il fiume Alcantara ha scavato nel corso del tempo un canyon tra antiche colate laviche, mettendo a nudo pareti di basalto modellate in colonne regolari, quasi geometriche. L'acqua è molto fredda anche in piena estate, e in molti scelgono di camminare nel letto del fiume con calzature adatte, mentre altri si limitano a osservare le gole dall'alto.
