Una settimana in Sicilia basta per innamorarsi dell'isola, ma non per vederla tutta. Chi prova a infilare in sette giorni ogni città, ogni spiaggia e ogni sito archeologico finisce per passare più tempo in auto che a tavola o davanti ai monumenti. Il segreto sta nello scegliere un filo conduttore, accettare qualche rinuncia e costruire un itinerario che attraversi l'isola da un capo all'altro senza tornare indietro. Il percorso più equilibrato, per un primo viaggio, unisce Palermo, la costa tirrenica, Agrigento, il barocco del sud-est e la zona dell'Etna, con arrivo in un aeroporto e partenza dall'altro.
Prima di partire: periodo, voli e mezzi
La scelta del periodo cambia radicalmente l'esperienza. Primavera e inizio autunno sono i momenti migliori: le temperature sono gradevoli, il mare è già o ancora balneabile, i siti archeologici si visitano senza soffrire il caldo e i prezzi sono più contenuti rispetto ai mesi centrali dell'estate. Luglio e agosto regalano serate lunghe e un'atmosfera di festa, ma anche spiagge affollate, strutture care e pomeriggi in cui camminare tra templi e chiese diventa una prova di resistenza.
Conviene prenotare un volo di andata su Palermo e uno di ritorno da Catania, o viceversa. In questo modo si evita di ripercorrere la stessa strada e si guadagna quasi una giornata intera. Per muoversi, l'auto a noleggio resta la soluzione più pratica: treni e autobus collegano i centri principali, ma raggiungere borghi, riserve naturali e spiagge meno battute senza un mezzo proprio richiede molta pazienza. Un consiglio utile è ritirare l'auto solo dopo aver visitato Palermo, dove il traffico e i parcheggi complicano la vita a chi non conosce la città, e scegliere alloggi che offrano un posto auto o si trovino vicino a un parcheggio custodito.
Giorni 1 e 2: Palermo e la costa tirrenica
Palermo merita almeno un giorno e mezzo. Il primo giorno si può dedicare al centro storico, partendo dalla Cattedrale e proseguendo verso il Palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina, uno dei luoghi più sorprendenti d'Italia per la ricchezza dei mosaici. Da lì si scende ai Quattro Canti e a piazza Pretoria, per poi perdersi tra i mercati storici, dalla Vucciria a Ballarò, dove il cibo di strada racconta la città meglio di qualunque guida: arancine, pane e panelle, sfincione e, per i più curiosi, il pane con la milza.
La mattina del secondo giorno è perfetta per Monreale, a pochi chilometri dalla città, con il suo duomo e il chiostro. Nel pomeriggio, ritirata l'auto, ci si sposta verso Cefalù seguendo la costa. Il borgo, stretto tra la Rocca e il mare, si gira bene a piedi: il duomo normanno, il lavatoio medievale, le stradine che scendono verso la spiaggia e il lungomare al tramonto chiudono la giornata con uno dei panorami più fotografati dell'isola.
Giorni 3 e 4: dalla Valle dei Templi al barocco
Il terzo giorno si attraversa l'entroterra in direzione sud, verso Agrigento. Il viaggio stesso è parte dell'esperienza: colline coltivate a grano, paesi arroccati, campagne che cambiano colore a seconda della stagione. La Valle dei Templi va visitata nel tardo pomeriggio, quando la luce si fa calda e la pietra dei templi assume tonalità dorate; è il momento migliore anche per evitare le ore più calde. Il Tempio della Concordia, tra i meglio conservati del mondo greco, lascia senza parole anche chi ha già visto molte rovine antiche. Poco distante, la Scala dei Turchi, con la sua scogliera bianca a gradoni, offre una pausa scenografica sul mare.
Il quarto giorno si prosegue lungo la costa meridionale verso il sud-est, con una possibile deviazione a Piazza Armerina per la Villa Romana del Casale e i suoi celebri mosaici pavimentali. La sera si arriva nella zona del barocco ibleo, scegliendo come base Ragusa, Modica o Noto. Ragusa Ibla, con le sue scalinate e la chiesa di San Giorgio, è particolarmente suggestiva dopo il tramonto, quando le facciate illuminate trasformano il centro in un teatro a cielo aperto.
Giorni 5 e 6: Noto, Siracusa e Ortigia
Il quinto giorno si può dedicare ai borghi patrimonio dell'umanità del Val di Noto. Modica va assaggiata oltre che vista: il suo cioccolato lavorato a freddo, granuloso e aromatico, è una tappa obbligata. Noto, ricostruita dopo il terremoto di fine Seicento, è un capolavoro di urbanistica barocca, con la cattedrale e le palazzine in pietra chiara che sembrano color miele nelle ore del pomeriggio. Chi cerca il mare trova a breve distanza la riserva di Vendicari e spiagge sabbiose ideali per una sosta rigenerante.
Il sesto giorno è per Siracusa. Il Parco archeologico della Neapolis, con il Teatro greco e l'Orecchio di Dionisio, racconta l'antica grandezza della città, mentre l'isola di Ortigia è il cuore vivo, fatto di vicoli, piazze e affacci sul mare. Piazza Duomo, con la cattedrale costruita inglobando le colonne di un tempio greco, è uno dei luoghi più belli della Sicilia. Una passeggiata fino alla Fonte Aretusa e un aperitivo sul lungomare completano la giornata, magari prima di una cena a base di pesce in una delle trattorie del centro storico.
Giorno 7: Etna, Taormina e il rientro
L'ultimo giorno va calibrato sull'orario del volo di ritorno da Catania. Con un volo serale si può scegliere tra due esperienze molto diverse. La prima è l'Etna: salire sul versante sud, fino alla zona del Rifugio Sapienza, permette di camminare tra crateri spenti e colate laviche, e chi ha tempo può affidarsi alle guide autorizzate per spingersi più in alto. Serve un abbigliamento adeguato anche in estate, perché in quota la temperatura scende in modo significativo e il vento può essere forte.
La seconda opzione è Taormina, con il Teatro antico affacciato sul mare e sul vulcano, corso Umberto e la vista sulla baia di Isola Bella. È una località elegante e frequentatissima, quindi conviene arrivare presto per trovare parcheggio senza difficoltà. In alternativa, chi preferisce chiudere il viaggio con calma può restare a Catania, visitare la Pescheria, piazza del Duomo con la fontana dell'Elefante e via Etnea, concedendosi un'ultima granita con brioche prima di riconsegnare l'auto.
Sette giorni così costruiti lasciano inevitabilmente fuori molto: le isole Eolie ed Egadi, Trapani con le saline, Erice, Marsala, l'entroterra dei Nebrodi e delle Madonie. Non è un limite, ma un ottimo motivo per tornare. Ogni area dell'isola ha un carattere talmente forte da meritare un viaggio dedicato, e un primo assaggio ben organizzato è il modo migliore per capire quale sarà la prossima destinazione da scoprire con più calma.
