Perché alcune stelle sembrano cambiare colore durante la notte. Nel cielo notturno alcune stelle appaiono bianche, altre rossastre o azzurre, e a volte sembrano perfino cambiare colore nell’arco di pochi minuti.

Un effetto che tutti possono osservare

Capita spesso di alzare gli occhi al cielo e notare che non tutte le stelle hanno lo stesso aspetto. Alcune brillano con una luce ferma e chiara, altre scintillano in modo vivace e sembrano passare da una sfumatura all’altra. Questo fenomeno colpisce soprattutto quando l’aria è limpida e l’orizzonte è libero da edifici o montagne. Non significa che le stelle stiano davvero mutando colore in tempo reale: nella maggior parte dei casi è il nostro sguardo, insieme al comportamento dell’atmosfera terrestre, a produrre questa impressione.

Il colore naturale delle stelle

Ogni stella possiede una propria tonalità legata soprattutto alla temperatura della sua superficie. Le stelle più calde tendono ad apparire azzurre o bianco-azzurre, mentre quelle più fredde possono avere toni gialli, aranciati o rossastri. Il Sole, per esempio, rientra nella fascia delle stelle gialle. Dunque un colore reale esiste, ma il cielo che osserviamo da terra non ce lo mostra sempre in modo puro. La luce stellare deve attraversare strati d’aria di diversa densità, temperatura e umidità, e questo viaggio può alterarne l’aspetto ai nostri occhi.

Il ruolo dell’atmosfera terrestre

L’atmosfera è il principale motivo per cui alcune stelle sembrano cambiare colore durante la notte. Quando la luce proveniente da un astro entra nell’aria terrestre, viene continuamente deviata da piccole turbolenze. Il risultato è quel tipico tremolio chiamato scintillazione. Se una stella è bassa sull’orizzonte, la sua luce percorre un tratto più lungo nell’atmosfera e il disturbo diventa più evidente. In quei momenti il bagliore può apparire ora più blu, ora più rosso, ora più bianco. Il fenomeno non nasce nella stella, ma lungo il percorso della luce.

Perché il fenomeno è più evidente in alcuni casi

Le stelle vicine all’orizzonte sono le più spettacolari da questo punto di vista. Basta pensare a un astro molto luminoso che sorge o tramonta: spesso sembra lampeggiare con toni diversi. Anche la qualità dell’aria incide molto. Se ci sono vento, umidità, pulviscolo o forti differenze di temperatura tra gli strati d’aria, la scintillazione aumenta. I pianeti, invece, di solito tremolano meno perché appaiono come dischetti più estesi e non come punti minuscoli. Ecco perché Venere o Giove danno spesso un’impressione più stabile rispetto a molte stelle luminose.

Conta anche il modo in cui osserviamo

L’occhio umano non è uno strumento perfetto. Al buio la vista cambia comportamento e diventa più sensibile alla luminosità che ai colori. Inoltre la percezione può variare da persona a persona e dipende anche dal tempo di osservazione. Se fissiamo a lungo un punto brillante in una notte fredda o particolarmente tersa, possiamo avere l’impressione di cogliere sfumature sempre nuove. In città, poi, l’inquinamento luminoso e le luci artificiali circostanti possono rendere l’effetto ancora più ambiguo, accentuando contrasti e riflessi.

Come osservare meglio il cielo

Per capire il fenomeno conviene osservare il cielo da un luogo poco illuminato, lasciando agli occhi qualche minuto per abituarsi al buio. Confrontare una stella alta nel cielo con una più bassa sull’orizzonte è un ottimo esercizio: la seconda, quasi sempre, scintillerà di più. Un piccolo binocolo può aiutare a distinguere meglio la luminosità, ma l’effetto della scintillazione resta visibile anche a occhio nudo. Conoscere questi dettagli rende l’osservazione più interessante: il cielo non cambia solo perché gli astri sono lontani, ma anche perché noi li guardiamo attraverso il filtro vivo e instabile dell’atmosfera.

Osservare le stelle, quindi, è anche un modo per capire quanto l’atmosfera terrestre partecipi allo spettacolo del cielo.